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Manifattura francese del sec XIX

S.t Louis de Gonzague

mm. 118×75 (foglio)

Incisione in acciaio (siderografia), l’immagine in tondo, con alla base due scene di episodi della vita, è inquadrata da cornice in pizzo meccanico, con fine smerlatura ai bordi.

Elisione all’angolo superiore destro.

La composizione è ripartita da profili architettonici neogotici, così un arco ogivale sostiene alla sommità un architrave con il titolo, con ai lati due piccole guglie appoggiate ad esili paraste fino a raggiungere la base, dove, sotto il tondo centrale, si aprono due basse finestre, unite da un breve pilastro polilobato con archi arabeschi. Il Santo è nel tondo centrale, a mezza figura, in talare e cotta, volto a destra, con tra le mani un lungo, esile crocefisso, al lato destro vi è sul tavolo un libro aperto. In basso, nella finestra a sinistra, il Santo fanciullo, vestito da paggio, volto a destra, inginocchiato davanti ad un tavolo con sopra esposto un crocefisso, viene sorpreso in preghiera dal padre, che entra da una porta in fondo; nella finestra a destra, in ambito famigliare, il Santo, in talare nera, di fronte in piedi, con le braccia allargate, avvicina il fratello, volto a sinistra, in piedi e chino, alla madre seduta a sinistra che allunga le braccia in segno di perdono. Alla scena assistono due testimoni ed un fanciullo che si aggrappa al Santo.

Scritte:

· in alto, sopra l’immagine: S.T LOUIS DE GONZAGUE;

· sotto a contorno dell’immagine principale, nome e luogo dell’editore e numero di serie: Bouasse-Lebel, Imp. Edit. 29, rue S.t Sulpice, Paris. 468.;

· al verso, biografia del Santo ed esortazione alla sua imitazione in lingua francese, su 27 righe; in basso, nome ed indirizzo dell’editore e numero di serie: BOUASSE-LEBEL. / 29, rue Saint-Sulpice. Paris. (al centro), 468 (a destra).

Nota: l’episodio della vita raffigurato a destra è assai inusuale. Pochi mesi prima di morire San Luigi era tornato a Castiglione per la riconciliazione del fratello Rodolfo con il duca Vincenzo di Mantova, al fine di sedare la faida famigliare allora in corso. In quell’occasione fece rendere pubblico il matrimonio segreto che il fratello aveva contratto con la borghese Elena Aliprandi. Per lo scandalo la madre Marta Tana aveva abbandonato il castello, insieme all’ultimo suo figlio Diego, ancora giovinetto, anche lui segnato da un tragico destino.

Nr. Arch. 03.12.10.08